INDUSTRIA 4.0

INDUSTRIA 4.0
La spinta tecnologica e digitale dettata da quella che viene definita la 4a rivoluzione industriale coinvolge da tempo anche il comparto dei costruttori di macchine e impianti per serramenti e infissi in Alluminio, legno e PVC. Anche grazie all’iper ammortamento a beneficiarne non solo i grandi produttori ma, con i necessari distinguo, anche i piccoli serramentisti.

Il movimento e la trasformazione messe in atto da quella che
viene definita la 4a rivoluzione industriale ulteriormente spinta dalla possibilità di poter usufruire dell’iper ammortamento
(250%), stanno velocemente ridisegnando non solo i processi
ma anche la loro gestione, lungo tutta la filiera. Non ne è esente il comparto della produzione di serramenti e infissi che vede, da una parte i costruttori fornire macchine e impianti sempre più evoluti e performanti e, dall’altra, aziende (forse) non
tutte e non sempre in grado di adattarsi al meglio alla velocità
con cui la tecnologia evolve.

La Legge di Bilancio 2021 conferma alcuni principi del Piano Industria 4.0, ma introduce anche una serie di novità da valutare con attenzione

L’articolo 1, commi 1051 e seguenti, della Legge 30 dicembre 2020 n. 178, reca significative conferme in termini di sostegno al Piano Nazionale Transizione 4.0. La recente Legge di Bilancio ha confermato la validità di importanti misure a supporto delle imprese, fino a giugno 2023. Una dimostrazione forte, che consentirà alle imprese di pianificare i propri investimenti con maggiori certezze in termini di agevolazioni.

Chi può accedere alle agevolazioni 4.0?
Vediamo brevemente quali sono i punti salienti. Per prima cosa il perimetro dei soggetti beneficiari ed il tipo di agevolazione restano i medesimi: tutte le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31/12/2022 l’ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento di acconti pari al 20%), potranno godere di un credito d’imposta. L’intensità dell’agevolazione varia a seconda della tipologia di beni e dell’anno in cui viene sostenuto l’investimento, come meglio precisato di seguito.
Per quanto riguarda gli investimenti in beni nuovi diversi da quelli riportati negli Allegati A e B (Legge 11 dicembre 2016, n. 232), quindi non 4.0 (ex superammortamento):
– dal 16 novembre 2020, fino al 31 dicembre 2021 (ovvero giugno 2022, se l’ordine viene accettato e avviene il pagamento dell’acconto pari al 20%), il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 10% (elevato a 15% in caso si tratti di strumenti e dispositivi destinati al lavoro agile);
– dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero giugno 2023, se sussistono le condizioni), il credito d’imposta riconosciuto è pari al 6%.
Percentuali molto allettanti spettano per gli investimenti in beni strumentali nuovi 4.0 (ex iperammortamento). In questo caso dobbiamo distinguere beni materiali da quelli immateriali.
Per i beni materiali 4.0 (ricompresi nell’allegato A), il credito d’imposta ammonta:
– al 50% per investimenti fino a 2,5 mln, 30% per investimenti tra 2,5 e 10 mln, 10% per investimenti tra i 10 ed i 20 mln di euro. Tali percentuali sono applicabili agli investimenti che decorrono dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021 (ovvero entro il 30 giugno 2022 se sussistono le condizioni).
– Per gli investimenti che decorrono invece dal 1° gennaio 2022 a giugno 2023, il credito d’imposta riconoscibile è pari al 40% fino a 2,5 mln €, 20 % per investimenti tra i 2,5 e i 10 mln e sempre il 10% per la quota di investimenti tra i 10 e i 20 mln €.
Per quanto attiene invece i beni immateriali 4.0 (presenti nell’allegato B), il credito d’imposta è pari al 20% per entrambi i periodi temporali sopracitati, quindi per investimenti a partire dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero giugno 2023).

Credito d’imposta in tempi ridotti
Tra le principali e più attese novità segnaliamo la possibilità di fruire del credito d’imposta in tre quote annuali di pari importo (anziché 5), a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni. Per i soggetti con un volume di ricavi inferiori ai 5 mln € e solamente in relazione agli investimenti previsti ai sensi del comma 1054 (beni non 4.0), il credito è fruibile in un’unica quota annuale. La possibilità di fruizione in un minor numero di quote annuali è una modifica fortemente migliorativa, anche per coloro i quali non dovessero riuscire a godere del credito in 3 anni (si tratta infatti di un limite inferiore, è comunque prevista la possibilità di compensare in più annualità se non si dovesse esaurire il credito in 3).
Il comma 1059 conferma anche la cumulabilità del credito d’imposta con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi (a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto).